lunedì 30 maggio 2011

Pasta con frittella di fave e ricotta

Questa è  una ricetta della memoria, anzi delle memorie e dei ricordi. Perchè c'è tanto legato a questa pasta che vi racconto per la bella iniziativa di Iulia. Le fave sono state raccolte dai miei genitori nella loro campagna, quindi sono super biologiche e tenerissime. E' importante, infatti, che le fave non siano dure per la buona riuscita della ricetta. Quando ero piccola si andava tutti in campagna a raccogliere le fave e si sbaccellavano e cucinavano immediatamente, perchè restassero chiare e tenere. Mia nonna faceva anche la pasta fresca, tipo maltagliati, ci si procurava la ricotta di pecora freschissima e si mangiava questa bontà infinità. Era una tradizione ogni anno, marcava il passare delle stagioni e ricordo che la nonna diceva "è passato un altro anno". E mia madre ama perpetuare questa tradizione.

This is a recipe that reminds me of wonderful memories, that I'd like to tell you, for the lovely Iulia's game. When I was a child we used to go to my parent's country home to pick the broad beans. My grandma made the fresh pasta and cooked the broad beans. The most important thing is that the broad beans have to be very fresh. Ricotta cheese is another important ingredient. We, all the cousins, were children and it was a great pleasure to eat all together this special dish that marked the passing of the years. It was a tradition, year by year, and my mother still loves to perpetuate it.

Qui vedete le fave cotte "a frittella": dopo avere sbaccellato le fave immergetele in acqua fredda acidulata con qualche goccia di limone. In una casseruola antiaderente a bordi alti fate soffriggere leggermente una cipolla affettata molto sottile, buttatevi le fave scolate, aggiungete un po' d'acqua, sale e pepe, coprite e lasciate cuocere. Quello che vedete di fianco è il risultato. Controllate sempre la cottura, se necessario aggiungete un po' d'acqua. Lessate la pasta in acqua leggermente salata, scolatela e buttatela nel tegame con le fave, aggiungendo mezzo mestolo di acqua di cottura. Mescolate bene, dividete nei piatti e aggiungete due cucchiai di ricotta per piatto, mescolate di nuovo e gustate.

The picture shows you the broad beans cooked. Shuck the broad beans and put them in fresh water with some lemon juice. In a non sticky saucepan slice thinly an onion and let it lightly fry with some olive oil. Put the broad beans, drained, in the saucepan, add a glass of fresh water, salt, black pepper, cover and let it cook. The result is exactly like the picture shows. Cook the pasta in salted water, drain it and put into the saucepan with half a dipper of cooking water. Stir it then serve in the dishes, adding 2 tablespoons of ricotta in each dish. Stir again and....enjoy your meal!!!

Ragazze, ovviamente tutto in barba a qualsiasi dieta! A presto, Clara.

Girls, of course this is not for a diet!!! Enjoy your week, Clara.

7 commenti:

Rosa ha detto...

Grazie del commento Clara!
Questo è in assoluto il mio primo preferito! L'ho preparato di recente. Forse uno di questi giorni posterò la mia versione. O meglio la versione che si cucina al mio paese.
Ti abbraccio,
Rosa

Iulia ha detto...

ottimo piatto..da provare!bacini

Roberta ha detto...

Avevo giusto un po' di fave... misà che proverò la ricetta!!!
Roby

paola ha detto...

Ciao Clara! Grazie per essere passata a trovarmi! Così ho potuto scoprire il tuo interessantissimo blog..vedo che abbiamo molte cose in comune;)
Le tue ricette sono molto invitanti e complimenti per i tuoi lavori (mi sono innamorata della borsa di jeans :)
A presto
paola

Anna ha detto...

Che gola!!! ma con questo caldo faccio un pò fatica a mettermi ai fornelli...però sono tentata..anche per fare qualcosa di particolare a mio marito!!! grazie! bacioni Anna

Marm ha detto...

Ho scoperto tardi le fave che mangio sempre con il pecorino. Ora proverò anche la pasta: è proprio di mio gusto oltre ad essere sempèlice. Grazie per la ricetta ed i bei ricordi. Un caro saluto.Donatella

manu ha detto...

Clara intanto grazie mille per la visita sul mio blog e poi...che meraviglia quei pizzi e quelle trine!hai ragione a dire che sono un patrimonio affettivo e anche materiale non indifferente!In quanto al perpetuarsi delle tradizioni hai ragione da vendere tua madre e tu fate benissimo, è un vero sacrilegio dimenticare le proprie radici culturali! e che fame che mi hai fatto venire mamma miaaaa
Manu

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